venerdì 10 ottobre 2008

Conventional fear of the beauty


















Quando si pensa allo spionaggio è impossibile non filtrare la nostra immaginazione con quella mitologia che è il mondo di 007: anni 60, spiaggie tropicali, design modernista, martini, dolcevita e tanta, tantissima gelatina nei capelli.
Il vero protagonista di quest'opera immaginifica non è l'accattivante Sean Connery o il Roger Moore di turno, bensì il più ignoto Ken Adams, scenografo illuminato, l'unico che può considerarsi padre e autore di questa fortunata saga, ha costruito tutte le architetture, interni ed esterni, curando nel minimo dettaglio tutti i film.

In questa edizione della biennale di Venezia c'è un video dei gemelli Giammetta&Giammetta, che parlano a loro padre, architetto della "vecchia guardia", di un loro progetto al limite tra la presa per il culo e il genio visionario, chidendogli la sua benedizione. Il progetto riguarda Roma e consiste nell'installare su una pianta di cerchi concentrici una serie di Obelischi futuristici, utili come sistema di illuminazione, di informazione, e anche come mezzo di trasporto (questi obelischi sono dei teletrasportatori).


Gli architetti sono insicuri nella loro disciplina, hanno paura di dire utopico, pop, radicale, anche se la loro disciplina è sempre più legata alla fantascienza, alle spystories, ai fumetti, forse per reagire ad una cultura popolare che è sovrascritta.