Come nella più preoccupante tradizione cabalistica, quando si dice una parola si innesca un incantesimo..a quanto pare la parola CONCERTO innesca SFIGA.
Tant'è che l'ALE è infermo e in più piove, e l'aria a Milano è così fredda che sembra di sentire l'odore di matite temperate tipico del settembre delle elementari.
Quando la musica incomincia siamo ancora fuori dall'Arena, cercando di rimandare all'ultimo il momento in cui affrontare i Radiohead e cercando il senso del martedì sera sul fondo di un bicchiere di NEGRONI.
E chi se li ricorda i Radiohead? Ne è passata di musica sotto ponti, e il nuovo album devo ancora farmelo piacere.. e poi cos'è sta menata del concerto a impattozero? speriamo che non si siano rammolliti troppo.
ma già alle note di Videotape io e (la) Clara ci stiamo agitando come ballerini di Fausto Leali, una vertigine di suoni luminosi e vibranti, è in questo luogo che ritornano i brividi a fior di pelle, ogni accordo è un mantra, la voce da sirena di Thom Yorke è una secchiata gelata tra uno stato di amore incosciente e uno di violenza cosciente.
Dopo Idioteque tutto scompare lasciando indelebile sulla retina la traccia fluorescente del più grande evento estivo/psichedelico Milanese 2008.
venerdì 20 giugno 2008
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