giovedì 19 giugno 2008

Nasturzio






Dopo aver recitato nel film "anime sporche", Capucine interiorizzò e sviluppò quella che si potrebbe chiamare "sfiducia nel desiderio". Nel film del 1962 interpretava il ruolo di una prostituta che vive in un bordello gestito da una ruffiana di nome Barbara, che è innamorata di lei e che le concede tutto ciò che desidera, tranne il desiderio. Capucine però incontra un uomo genitle che sa vedere oltre le apperenze e i due finiscono per amarsi, fino alle inevitabili conseguenze della morte accidentale di lei. C'è una scena nel film in cui Capucine ha un rande-vouz segreto con il suo uomo, la ruffiana la segue e prima che i due giovani si incontrino avviene tra le due una collottuazione in cui Barbara ferma la mano di Capucine a mezz'aria stringendole forte il polso, come un octopus, come il catrame, quello che si chiama desiderio vorrebbe muoversi e andare dal giovane amante, ma il corpo è impossibilitato a muoversi, incastrato in quelle sabbie mobili che si chiamano Barbara.
Come nel film, anche nella vita Germaine Lefebvre (questo era il suo nome) non riuscirà mai a raggiungere quello che si chiama felicità, anche quel bellimbusto di W.Holden ha frainteso i suoi occhi languidi e tristi, e confortandola è diventato una delle tante ombre.
Capucine è il nome di un fiore bello e delicato ma che non pretende di significare alcunchè, se non se stesso.

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