venerdì 20 giugno 2008

Immortalità Modernismo bastardo e TOE

Come potrebbero litigare Borges, Gino De Dominicis e Cedric Price?
Se io sono voi, voi siete noi, lui chi cazzo è? fuori da casa mia!

Incominciamo con ordine.

Ho sempre pensato che un approccio meta-scientifico fosse il modo migliore per iniziare un testo che non si sa come finire. E' un po' come se ci si sentisse in dovere di dare un metodo a ciò che non si conosce, tipico atteggiamento da scienziato. E' compito dell'artista riconoscere la bellezza che sta dietro l'impotenza di questo gesto? Forse, ma questo non è il modo esatto di dirlo.

Da Leopardi a Nietsche a Borges a Kundera a Wender, non si è fatto altro che parlare di questo maledetto Eterno Ritorno. Questa teoria è formulata più o meno così: il numero di particelle che formano il mondo è, seppur smisurato, finito, giacchè è altrettanto finito il numero di cambiamenti che queste particelle potranno ottenere. In un tempo considerato infinito questo numero di cambiamenti non può non essere raggiunto, quindi è logico pensare che ci sia un momento nel tempo in cui la realtà che si sta vivendo adesso è destinata a ripetersi, ci sarà il big bang, le glaciazioni, Gesù, Marco polo, Shakespeare, Einstein, James Brown, e voi che leggete questo frasi e io che le sto scrivendo, tutto nello stesso identico modo.

Ogni uomo di scienza che si rispetti, in un angolino della sua coscienza ha coltivato l'ambizione di apprendere dalla conoscenza umana una "teoria del tutto" (TOE).
Verso la fine degli anni 70, quando incominciò la vera decadenza di una cultura positivista trascinatasi dall'inizio del secolo, la neonata scienza CIBERNETICA apparve la soluzione a molti quesiti irrisolti, dal momento che aveva la capacità di trovare un metodo a cose apparentemente casuali, come il modo in cui si autoregolamenta uno sciame di insetti o di meteore, lo sviluppo delle reti neurali e dell'informazione in generale; i situazionisti la fagocitarono nel modo di vedere l'evoluzione culturale, i fisici pensarono di applicarla alle teorie sul ciclo dell'universo, i modernisti la considerarono un pretesto per combinare il potere di intervento sulle comunità urbane con lo spirito demiurgico dell'architettura.
L’eterno ritorno è la tentazione più comune per una trama che non ha il coraggio di abbandonare per sempre il proprio eroe. Ma qual'è il risultato? Tutti i traguardi del sapere si sono manifestati come una serie di approssimazioni sempre più dettagliate, sempre più vicine alla verità, ogni scoperta crea un universo di potenzialità, e sfrutta l'entusiasmo iniziale per dare vita ad una nuova scoperta, innescando un frustrante gioco di susseguimenti coitali. Fino ad arrivare alle estreme conseguenze di un pensiero Post-modernista, capace di ridurre il senso di tutto ciò nella malìa del paradosso, del tautologico, per cui è proprio questa continua ricerca l'essenza della verità che si sta cercando.


continua

REBORN SUPERHERO

Come nella più preoccupante tradizione cabalistica, quando si dice una parola si innesca un incantesimo..a quanto pare la parola CONCERTO innesca SFIGA.
Tant'è che l'ALE è infermo e in più piove, e l'aria a Milano è così fredda che sembra di sentire l'odore di matite temperate tipico del settembre delle elementari.
Quando la musica incomincia siamo ancora fuori dall'Arena, cercando di rimandare all'ultimo il momento in cui affrontare i Radiohead e cercando il senso del martedì sera sul fondo di un bicchiere di NEGRONI.
E chi se li ricorda i Radiohead? Ne è passata di musica sotto ponti, e il nuovo album devo ancora farmelo piacere.. e poi cos'è sta menata del concerto a impattozero? speriamo che non si siano rammolliti troppo.
ma già alle note di Videotape io e (la) Clara ci stiamo agitando come ballerini di Fausto Leali, una vertigine di suoni luminosi e vibranti, è in questo luogo che ritornano i brividi a fior di pelle, ogni accordo è un mantra, la voce da sirena di Thom Yorke è una secchiata gelata tra uno stato di amore incosciente e uno di violenza cosciente.
Dopo Idioteque tutto scompare lasciando indelebile sulla retina la traccia fluorescente del più grande evento estivo/psichedelico Milanese 2008.

giovedì 19 giugno 2008

Nasturzio






Dopo aver recitato nel film "anime sporche", Capucine interiorizzò e sviluppò quella che si potrebbe chiamare "sfiducia nel desiderio". Nel film del 1962 interpretava il ruolo di una prostituta che vive in un bordello gestito da una ruffiana di nome Barbara, che è innamorata di lei e che le concede tutto ciò che desidera, tranne il desiderio. Capucine però incontra un uomo genitle che sa vedere oltre le apperenze e i due finiscono per amarsi, fino alle inevitabili conseguenze della morte accidentale di lei. C'è una scena nel film in cui Capucine ha un rande-vouz segreto con il suo uomo, la ruffiana la segue e prima che i due giovani si incontrino avviene tra le due una collottuazione in cui Barbara ferma la mano di Capucine a mezz'aria stringendole forte il polso, come un octopus, come il catrame, quello che si chiama desiderio vorrebbe muoversi e andare dal giovane amante, ma il corpo è impossibilitato a muoversi, incastrato in quelle sabbie mobili che si chiamano Barbara.
Come nel film, anche nella vita Germaine Lefebvre (questo era il suo nome) non riuscirà mai a raggiungere quello che si chiama felicità, anche quel bellimbusto di W.Holden ha frainteso i suoi occhi languidi e tristi, e confortandola è diventato una delle tante ombre.
Capucine è il nome di un fiore bello e delicato ma che non pretende di significare alcunchè, se non se stesso.